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Irpinia
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L'mwdaIrpinia è un distretto storico-geografico dell'mwdqItalia meridionale corrispondente, sia pur con notevole approssimazione, al territorio dell'odierna mwdgprovincia di Avellino (già mwdwPrincipato Ultra fino al mwea1860).
Il mwegcoronimo "Irpinia", benché di uso esclusivamente modernocite-ref-1[1], fa comunque riferimento al territorio occupato anticamente dagli mwfwIrpini (in mwgalatino mwgqHirpini), una tribù di stirpe mwggsannitica e di mwgwlingua osca stanziata in epoca preromana su vaste zone dell'mwhaAppennino campano.
Conosciuta nel suo complesso come "la verde Irpinia"cite-ref-2[2], l'area dispone di notevoli valenze ambientali e paesaggistiche.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia
Territorio
L'Irpinia è situata approssimativamente nel settore centro-orientale della mwkwCampania, benché al tempo degli antichi Irpini fosse intimamente legata al mwlaSannio e in mwlqepoca imperiale fu aggregata per diversi secoli all'mwlgApulia. Non ha (né ha mai avuto) uno sbocco al mare, presentando un territorio essenzialmente montuoso-collinare. I suoi limiti naturali sono costituiti dai mwlwmonti della Daunia a nord-est (oltre i quali si estende il mwmaTavoliere delle Puglie), dal mwmqVulture a sud-est (un vulcano spento sito al confine con la mwmgLucania) e dai mwmwmonti Picentini-mwnaPartenio a sud-ovest (al di là dei quali si aprono le pianure e le coste della Campania), mentre il margine nord-occidentale è segnato da un complesso sistema fluviale (formato dal mwnqCalore e da numerosi suoi affluenti) imperniato su mwngBenevento e condiviso con il Sannio propriamente dettocite-ref-3[3].
Il territorio si presenta come un altipiano assai irregolare (il cosiddetto mwpaAltopiano irpinocite-ref-4[4]), inciso da valli e punteggiato da rilievi, tra i quali serpeggiano numerosi fiumi e torrenti.
Idrografia
Il principale corso d'acqua è il già citato Calore che, a partire dalle sue sorgenti (situate presso il Colle Finestra, sul versante orientale del mwqwmonte Accellica), attraversa il territorio trasversalmente in direzione sud-nord per diverse decine di chilometri. L'mwraOfanto invece nasce a mwrqTorella dei Lombardi e percorre per un lungo tratto la parte sud-orientale dell'Irpinia, prima in direzione ovest-est per poi deviare verso nord nei pressi della confluenza con l'Atella a causa dello sbarramento costituito dal Vulture. Il mwrgSele nasce a mwrwCaposele, dal monte Paflagone, contrafforte del Cervialto, e sbocca quindi nell'mwsaomonima piana del Salernitano.
Altri corsi d'acqua di rilievo sono il mwuaSabato, il Fredane e l'mwugUfita (tutti affluenti del Calore) che nascono rispettivamente dal versante occidentale del monte Accellica, dalla mwuwmefite di Ansanto e dal pianoro del mwvaFormicoso; notevole per la sua estensione soprattutto la mwvqvalle dell'Ufita, a tratti quasi pianeggiante. Poi ancora il fiume mwvgMiscano (affluente dell'Ufita) che sorge nei monti della Daunia e solca l'mwvwomonima vallata ricca di eminenze archeologiche e nota per le tipiche mwwabolle della Malvizza (vulcanetti di fango di natura non vulcanica); quindi il mwwqCervaro, un fiume che solca l'Irpinia nord-orientale per alcune decine di chilometri nel suo alto corso per poi discendere nel Tavoliere delle Puglie dopo aver percorso mwwgl'omonima valle boscosa e a tratti impervia; infine il Calaggio, che dalle sue sorgenti, in agro di mwwwVallata, attraversa per un breve tratto l'Irpinia orientale prima di penetrare a sua volta nel Tavoliere pugliese. I fiumi e i torrenti testimoniano l'abbondanza di risorse idriche nel territorio, le quali vengono sfruttate per "dissetare" le aree circostanti attraverso opere di canalizzazione. È questo il caso, infatti, delle sorgenti del mwxaSele e degli invasi mwxqdi Conza e mwxgdi San Pietro, in gran parte sfruttati dall'mwxwAcquedotto pugliese, o del "canale di mwyaSerino" utilizzato già in epoca mwyqromana per portare l'acqua nella piana campana.
Pochi sono invece i laghi naturali, per lo più localizzati in aree montane marginali. I principali sono: il lago di San Giorgio tra mwywCasalbore, mwzaMontefalcone e mwzqSan Giorgio La Molara, dunque sul confine storico con il Sannio mwzgpentro; i laghi vulcanici di mwzwMonticchio, al confine storico con la Lucania; il mwaalago Laceno, di origine carsica, nell'Irpinia meridionale (alle pendici dei monti Picentini); infine il laghetto mwaqLuza Aquafets, nell'Irpinia settentrionale (alle falde dei monti della Daunia, nelle vicinanze di mwagGreci), la cui esistenza è documentata fin dal 1466cite-ref-5[5].
Orografia e geologia
Le cime più imponenti si innalzano nella zona sud-occidentale. È qui, infatti, che si ergono i monti mwcqCervialto (la cui cima si trova nel territorio comunale di mwcgCalabritto) e mwcwTerminio (tra mwdaSerino e mwdqVolturara Irpina), massicci di origine mwdgcarsica rispettivamente di 1809 e 1806 m mwdws.l.m..
Nell'Irpinia centrale le montagne sono invece relativamente meno elevate, mentre le aree di fondovalle sono spesso ricoperte da depositi mweqpiroclastici (notevoli per il loro spessore soprattutto le mwegpomici di Avellino). Fenomeni vulcanici secondari si evidenziano inoltre nella mwewValle d'Ansanto, ritenuta dagli antichi Irpini un luogo sacro dedicato alla dea mwfaMefite; nelle vicinanze, a mwfqVillamaina, vi è una sorgente termale. Assai più ampia è invece la diffusione delle mwfgsorgenti sulfuree.
Nel settore nord-orientale, infine, la conformazione orografica è decisamente di tipo argilloso-arenaceo (benché la matrice sia comunque calcarea), pertanto i rilievi raggiungono altezze inferiori; nonostante ciò, i centri abitati sorgono a quote mediamente più elevate. Tale territorio è percorso inoltre dalla dorsale spartiacque mwgaappenninica, che si estende dalla mwgqsella di Ariano a nord (presso mwggAriano Irpino, il comune montano più popoloso della regionecite-ref-6[6]), passando per i rilievi della mwhwBaronia di Vico (ove vi è mwiaTrevico, il centro abitato più elevato in regione con i suoi mwiq1090 m s.l.m.cite-ref-7[7]) e per l'altopiano del mwjgFormicoso (avente un'altitudine media di circa 800 mwjwm mwkas.l.m.), fino alla mwkqsella di Conza, a sud.
Sismologia
L'Irpinia costituisce un importante mwlqdistretto sismico. L'mwlgIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia vi ha una propria sede a mwlwGrottaminarda, nella mwmavalle dell'Ufita, con annesso un centro per la sismologia ed ingegneria sismica. Il centro, mediante una sala di monitoraggio sismico, collabora allo sviluppo di una rete sismica nazionale che consente l'immediata localizzazione automatica degli eventi sismici che avvengono nell'ambito del territorio nazionale.cite-ref-8[8]
Storia
Le più antiche tracce umane nell'area risalgono al mwpqpaleolitico e sono riferibili a sporadici gruppi di mwpgcacciatori-raccoglitori, mentre i primi villaggi agro-pastorali sorsero nel mwpwneolitico in correlazione ad afflussi di genti provenienti dall'area adriatica. A partire dal XII-X secolo a.C. iniziarono poi a giungere, per successive ondate immigratorie, i primi popoli di ceppo mwqaindo-europeo.
Fu però soltanto tra il VI e il IV secolo a.C. che una tribù mwqgsannitica di mwqwlingua osca, gli mwraIrpini, provenienti da territori più a nord occuparono progressivamente l'intera area. Il loro nome derivava da quello del mwrqlupo (mwrghirpus in lingua osca), forse prescelto quale animale mwrwtotemico. Ad ogni modo gli Irpini, almeno fino al termine delle mwsaguerre sannitiche, non furono mai espressamente citati in quanto costituivano parte integrante della mwsqLega sannitica; essi comparvero per la prima volta col proprio nome soltanto al tempo della spedizione di mwsgPirro, nel 280 a.C.
I centri irpini più importanti furono (da nord a sud): mwtamwtqVescellium (presso i mwtgmonti della Daunia, ai confini con l'mwtwApulia), mwuamwuqAequum Tuticum (Sant'Eleuterio di mwugAriano Irpino), inizialmente mwuwmwvaMaleventum (mwvqBenevento, colonizzata comunque dai Romani fin dal 268 a.C.), mwvgmwvwTrivicum (Civita Superiore di mwwaSan Sossio Baronia), mwwqmwwgAeculanum (Passo di mwwwMirabella), mwxamwxqAquilonia (mwxgLacedonia), mwxwmwyaAbellinum (nei pressi dell'odierna mwyqAtripalda, sul fiume Sabato), mwygFratuolum (forse mwzaCalitri), mwzqmwzgCompsa (mwzwConza vecchia).
A seguito di ricerche archeologiche sono inoltre emersi altri insediamenti, ancor più antichi dei precedenti, dei quali però si ignorano i nomi; essi erano situati a Monte Rovitello (presso mw0qGreci), a mw0gCasalbore (ove si rinvengono i resti di un tempio italico, l'unico superstite in tutta l'Irpinia), a mw0wMonte Castello (Savignano Irpino), a La Pezza (presso mw1aMelito Irpino), a mw1qCastel Baronia, a mw1gCarife (assai cospicui i reperti rinvenuti nella mw1wlocale area archeologica), a mw2aBisaccia, a mw2qMorra De Sanctis, a Oppido Vetere (presso mw2gLioni e mw2wCaposele), a mw3aCastelnuovo di Conza (ai confini con la mw3qLucania).
Ancora all'epoca delle mw3wguerre puniche gli Irpini (diversamente da altre tribù sannitiche) si dimostrarono assai ostili nei confronti dei mw4aRomani; costoro riuscirono però ad avere la meglio appropriandosi di vaste fette di territorio. Di origine prettamente romana (nonostante la presenza mw4qin loco di numerosi reperti scritti in mw4gosco, la lingua parlata dagli antichi Irpini) è, ad esempio, il mw4wmw5aforum mw5qgraccano di Fioccaglie presso mw5gFlumeri, il cui nome doveva corrispondere forse a mw5wmw6aForum Aemilii data la sua collocazione all'incrocio tra la mw6qmw6gVia Appia e la mw6wmw7aVia Aemilia (della quale ultima costituiva il mw7qcaput viae)cite-ref-9[9]. Al termine della sanguinosa mw8gguerra sociale (I secolo a.C.) gli Irpini furono poi costretti a sottomettersi definitivamente, perdendo così la loro cultura e la loro lingua ma ottenendo in compenso la tanto ambita mw8wcittadinanza romana.
Numerose mw9qstrade romane attraversarono il territorio irpino: le più antiche furono le già citate mw9gVia Appia e mw9wVia Aemilia, seguirono poi la mw-amw-qVia Minucia (successivamente ribattezzata mw-gmw-wVia Traiana), la mw-amw-qVia Aurelia e infine la mw-gmw-wVia Herculia. Inoltre alcuni indizi (tragitti degli mwaqamwaqeitineraria, ruderi di ponti romani sul fiume Calore, frammenti di miliari) fanno presupporre l'esistenza anche di altre strade, delle quali però non si conoscono i nomi.
Fin dall'mwaqmepoca imperiale l'Irpinia fu separata dal Sannio (che costituì la mwaqqmwaquregio IV) e aggregata dapprima alla mwaqymwaqcregio II Apulia et Calabria (ossia alla Puglia) dall'imperatore mwaqgAugusto, per poi passare almeno in parte alla mwaqkmwaqoCampania a seguito della riforma amministrativa operata da mwaqsAdriano; tuttavia il settore orientale continuò a rimanere legato alla provincia di mwaqwmwaq0Apulia et Calabria (erede della mwaq4Regio II) fino al termine della mwaq8guerra greco-gotica.cite-ref-10[10]
Con l'invasione mwarulongobarda (VI secolo) i territori già irpini furono inizialmente assoggettati al mwaryducato di Benevento, ma in seguito il mwarcprincipato di Salerno riuscì ad appropriarsene dapprima in parte (settori meridionali, secolo IX) e poi totalmente (a seguito della mwargconquista normanna, secolo XI); tuttavia le stesse terre, a partire dall'mwarkepoca angioina (secolo XIII), furono distaccate anche da Salerno per costituire un mwarogiustizierato a sé stante (denominato mwarsPrincipato Ultra, o anche mwarwPrincipato Ulteriore) all'interno del neonato mwar0Regno di Napoli.
A decorrere dal XV secolo il mwar8Principato Ultra fu elevato a provincia e, a partire dalla fine del secolo successivo, la sua sede fu fissata stabilmente in mwasaMontefusco; fu soltanto dal 1806 che mwaseAvellino divenne capoluogo provinciale. Dopo l'mwasiunità d'Italia la denominazione mwasmPrincipato Ultra fu abbandonata, ma lo stemma fu mantenuto; i confini provinciali furono comunque ripetutamente modificati nel corso dei secoli.
Nel 1942 mwasupapa Pio XII nominò mwasyGuglielmo da Vercelli, fondatore del mwascsantuario di Montevergine e dell'mwasgabbazia del Goleto, patrono dell'Irpiniacite-ref-11[11].
Lingue e dialetti
La mwas8lingua osca, ossia l'idioma mwataindoeuropeo parlato dagli antichi Irpini e dalle altre popolazioni sannitiche e appartenente al gruppo mwateosco-umbro, si estinse a seguito della colonizzazione romana; le ultime attestazioni scritte risalgono al I secolo a.C.
Nell'Irpinia moderna si parlano invece la mwatmlingua italiana e i vari mwatqdialetti irpini, questi ultimi derivanti dalla sovrapposizione della mwatulingua latina sul mwatysostrato osco e appartenenti al gruppo dei mwatcdialetti italiani meridionali. Nelle fasce territoriali periferiche i vernacoli locali subiscono comunque diverse influenze; ad esempio, nella città di mwatgAriano Irpino (ai confini con la mwatkPuglia) è in uso una parlata di transizione con caratteri peculiari, il mwatodialetto arianese.
Un diverso idioma mwatwromanzo, quello mwat0francoprovenzale penetrato a seguito degli mwat4Angioini o dei mwat8Valdesi, oltreché tuttora parlato nell'alta mwauaValmaggiore (un'area-cuscinetto a cavallo tra Irpinia e mwaueDaunia) era usato un tempo anche da alcune altre comunità vicine dell'Irpinia nord-orientale, ove permangono tracce della sua diffusionecite-ref-12[12].
mwau4Greci è invece l'unico paese irpino in cui si parla l'mwau8mwavaarbëreshë, un idioma antico-mwavealbanese. Oltre alla lingua, a Greci si sono mantenute intatte nel tempo anche molte tradizioni (ma non il mwavirito ortodosso). Lo stanziamento mwavmarbëreshë risale al XV secolo, ma il toponimo "Greci" ha origini più antiche (essendo attestato fin dall'XI secolo) ed è piuttosto riferibile ai mwavqBizantini che nel IX-X secolo occuparono quel territorio. In lingua mwavuarbëreshë Greci è chiamata invece mwavyKatundi, letteralmente "il borgo", "il paese".
In passato esistevano ancora altre isole linguistiche: si trattava degli mwavgschiavoni, un gruppo etnico di ceppo mwavkslavo stanziato un tempo a Polcarino degli Schiavoni (la moderna mwavoVillanova del Battista), a Montemalo (l'attuale mwavsSant'Arcangelo Trimonte) e a mwavwGinestra degli Schiavoni, estintosi dopo le estese devastazioni provocate dall'epidemia di mwav0peste del 1656.
Prodotti tipici
Il biodistretto d'Irpinia, avente sede nella città di mwawaAriano Irpino, è incluso nel registro nazionale dei distretti biologicicite-ref-13[13]. Di particolare rilevanza è la produzione di mwawuvino: tra i più pregiati vi sono il mwawygreco di Tufo DOCG, il mwawctaurasi DOCG, il mwawgfiano di Avellino e l'mwawkaglianico. Tra i prodotti mwawoIGP vi è la mwawscastagna di Montella, mentre l'olio extravergine d'oliva mwawwIrpinia - Colline dell'Ufita, che si caratterizza per i suoi colori intensi e per il sapore fruttato con note di pomodorocite-ref-14[14], si fregia del marchio mwaxeDOP. Altri prodotti tipici sono il mwaxicaciocchiato irpino, la mwaxmcastagna di Trevico (soprattutto in forma di mwaxqcaldarroste), il mwaxupane di Calitri, il mwaxypane di Montecalvo, la mwaxcpatata di Trevico, il mwaxgpecorino bagnolese, il mwaxkpecorino di Carmasciano, il mwaxoprosciutto di Trevico, il mwaxsprosciutto di Venticano e il tartufo nero di Bagnoli Irpino, tutti riconosciuti quali mwaxwprodotti agroalimentari tradizionali (PAT).
Nei comuni di mwax4Pietradefusi (in particolare la frazione mwax8Dentecane), mwayaGrottaminarda e mwayeOspedaletto d'Alpinolo sono presenti degli stabilimenti per la produzione del torrone; molto importante è anche la produzione di nocciole. Per quanto riguarda la pasta è diffuso il consumo dei mwayifusilli avellinesi; esclusivi della mwaymBaronia sono invece i mwayqtrilli, un particolare tipo di pasta casereccia che si fregia del marchio PATcite-ref-15[15].
Inoltre l'artigianato ha rivestito da sempre un ruolo importante nell'economia locale; tra le numerose manifatture locali si segnala la mwayoceramica arianese, ben attestata fin dal XIII secolocite-ref-16[16].
Luoghi d'interesse
Principali attrattive turistiche sono l'ex comprensorio sciistico del mwazyLaceno con il lago omonimo, il monte mwazcTerminio oltre ad alcuni borghi che fanno parte dell'associazione dei mwazgborghi più belli d'Italia, quali mwazkFrigento, mwazoGesualdo, mwazsMonteverde, mwazwNusco, mwaz0Savignano Irpino e mwaz4Zungoli (questi due ultimi si fregiano inoltre, rispettivamente, della mwaz8bandiera gialla e della mwaaabandiera arancione).
Tra le strutture architettoniche di rilievo storico spicca il mwaaicastello di Ariano, sede della prima mwaamcontea normanna in terra italiana, presso cui furono convocate e promulgate le celebri mwaaqassise di Ariano del 1140. Notevoli anche il mwaaucomplesso monumentale del Monte a mwaayMontella, il castello di mwaacSan Barbato, costruito in epoca longobarda nell'849, e il castello aragonese di mwaagMonteverde, sede dal 1532 al 1641 della signoria dei mwaakGrimaldi principi di Monaco. Di rilievo, inoltre, sono il mwaaoborgo Castello di mwaasCalitri; il centro storico di mwaawGesualdo con il castello che fu dimora del "principe dei musici" mwaa0Carlo Gesualdo; il palazzo Filangieri di mwaa4Lapio con i suoi affreschi.
Tra le mete religiose si citano il mwabqsantuario di Montevergine in territorio di mwabuMercogliano, l'mwabyabbazia del Goleto presso mwabcSant'Angelo dei Lombardi, il mwabgsantuario di San Gerardo Maiella a mwabkCaposele, il mwaboconvento di San Francesco a Folloni a mwabsMontella, la mwabwcollegiata di San Michele a mwab0Solofra, i due antichi santuari di mwab4San Liberatore e della mwab8Madonna di Valleluogo presso mwacaAriano Irpino, il santuario di mwaceCarpignano nei dintorni di mwaciGrottaminarda e il mwacmsantuario di Santa Felicita nelle vicinanze di mwacqRocca San Felice. Notevoli per la loro imponenza e per le opere d'arte ivi custodite sono inoltre le cattedrali mwacudi Ariano Irpino, mwacydi Avellino e mwaccdi Sant'Angelo dei Lombardi.
I poli museali più rilevanti sono il mwackmuseo irpino e il mwacomuseo d'arte di Avellino, il mwacsmuseo della civiltà normanna e il mwacwmuseo degli argenti di Ariano Irpino, nonché due musei della ceramica: mwac0a Calitri e ancora mwac4ad Ariano Irpino.
Note
cite-note-11. ↑ In epoca romana, al tempo delle mwaduguerre sannitiche, per definire l'Irpinia si adoperava piuttosto la locuzione mwadySamnium Hirpinum (="Sannio irpino"), anche se in seguito prevalse l'uso dell'etnonimo mwadcHirpini per indicare tanto la popolazione, quanto il suo territorio per mezzo del mwadgcaso ablativo in senso mwadklocativo (ad esempio: mwadoin Hirpinis ="in Irpinia", letteralmente "negli Irpini"). Viceversa, la parola latina mwadsHirpinia non indicava un'area geografica, ma piuttosto una mwadwmwad0gens romana –benché forse di lontane origini irpine–, da cui anche il mwad4mwad8cognomen mwaeaHirpinianus. mwaeimwaemmwaeqTotius latinitatis onomasticon, 1883, p.mwaeu 409.
cite-note-22. ↑ mwaekAntonio D'Amato, mwaeoLa verde Irpinia: cenni storici, geografici e letterari della provincia di Avellino: con un saggio di canti popolari e di folklore irpino, Collana scolastica delle Provincie d'Italia, 3ªmwaes ed., Federico & Ardia, 1924.
cite-note-33. ↑ È plausibile che in epoca pre-romana i principali fiumi convergenti nella conca beneventana fungessero da linee di confine tra le diverse tribù del Sannio sud-orientale. In particolare, si presume che il fiume mwae8Tammaro separasse gli Irpini dai mwafaPentri, che il fiume mwafeSabato separasse gli Irpini dai mwafiCaudini e che lo stesso fiume Calore (a valle di Benevento) separasse Pentri e Caudini tra loro. mwafqCarlo Dotto de' Dauli, mwafumwafyL'Italia dai primordii all'evo antico, vol.mwafc 1, Tipografia e litografia democratica di A. Danesi, 1879, p.mwafg 587.
cite-note-44. ↑ mwafwAndrea Covino, mwaf0mwaf4Elementi di geografia colle più recenti indicazioni, 7ªmwaf8 ed., Torino, Vaccarino, 1871, p.mwaga 63.
cite-note-55. ↑ mwagqTommaso Vitale, mwagumwagyStoria della regia città di Ariano e sua diocesi, Roma, Stamperia Salomoni, 1794, p.mwagc 408.
cite-note-66. ↑ mwagsmwagwmwag0Comuni montani, su mwag4Comuniverso mwag8(archiviato dall'mwahaurl originale l'11 giugno 2019).
cite-note-77. ↑ mwahqmwahumwahyComuni campani per altitudine, su mwahcTuttitalia.
cite-note-88. ↑ mwahsmwahwmwah0La sede Irpinia, su mwah4Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. mwah8URL consultato il 10 gennaio 2018 mwaia(archiviato dall'mwaieurl originale il 14 giugno 2018).
cite-note-99. ↑ mwaiumwaiymwaicLa Magna Grecia da Pirro ad Annibale, mwaigAtti del cinquantaduesimo convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 27-30 settembre 2012, pp.mwaik 232-236 mwaio(mwaisarchiviato il 17 aprile 2022).
cite-note-1111. ↑ mwajgmwajkmwajoGuglielmo da Vercelli, su mwajsenrosadira.it.
cite-note-1313. ↑ mwakkmwakomwaksRegistro Nazionale Distretti Biologici, su mwakwpoliticheagricole.it. mwak0URL consultato il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste mwak4(mwak8archiviato il 16 aprile 2024).
cite-note-1414. ↑ mwalmmwalqmwaluIrpinia Colline dell'Ufita DOP, su mwalyagricoltura.regione.campania.it.
cite-note-1515. ↑ mwalomwalsmwalwProdotti tipici irpini, su mwal0Viaggio in Irpinia.
cite-note-1616. ↑ mwameGuido Donatone, mwamiLa Maiolica di Ariano Irpino, Cava dé Tirreni, Edizione Del Delfino, Adriano Gallina, 1980, p.mwamm 95.
Voci correlate
• mwamkDialetti irpini
• mwamsIrpini
• mwam0Irpinia - Colline dell'Ufita
• mwam8Principato Ultra
• mwaneProvincia di Avellino
• mwanmTerremoti in Irpinia
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itIrpinia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itIrpìnia, su sapere.it, De Agostini.